Thursday, July 23, 2009

L'eclisse - spettacolo del cielo dopo 46 anni

Il 22 luglio del 2009 verso le 11:00 di mattina, dopo 46 anni si è vista l'eclissi in Giappone.

Purtroppo il cielo era nuvoloso e purtroppo io ero a Tokyo e non sulle isole a sud-ovest, ma con questo spettacolo del cielo non potevo fare a meno di emozionarmi.


(NHK: Trasmissione dal vivo dall'Isola, Io-jima)http://www.youtube.com/watch?v=kYhFdKzq6rM

le prossime eclissi in Giappone vengono previste il 2 settembre del 2035 nella regione di Kanto settentrionale (北関東) e in quella di Hokuriku (北陸)

Chissà dove sarò e come lo sentirò... ^^

Sunday, July 12, 2009

Kimono ed Io

Questo pomeriggio verrà da me una mia cara amica e faremo una lezione di kimono: Come si indossa il kimono.

“Indossalo come se fosse la tua propria pelle”.È un detto sul kimono che mi è rimasto impresso .Cioè più volte lo si indossa, più lo si assorbe sulla propria pelle e ci si sente a proprio agio. Non si sentirà più l'abito.
“Pratica mille volte e vedrai che il tuo corpo spontaneamente ricorderà il movimento e la comodità.”Questo è quello che mi diceva mia madre mille volte. Me lo ricordo nostalgicamente e quasi quasi comincio con le piccole preparazioni prima che arrivi la mia amica.

Sono nata in una famiglia che gestiva un negozio di kimono dall'epoca del mio bisnonno. Mia nonna indossava il kimono quotidianamente invece mio nonno, raramente lo indossava e dipingeva sempre dei disegni di bambù. Ogni tanto gli amici mi prendevano in giro dicendo “è una giungla?” per i troppi dipinti di bambù che erano nel negozio e anch’io ho creduto fino a un certo punto che il suo mestiere fosse anche quello di pittore.
Per me il kimono era una esistenza vicina e lontana. Direi che lo affrontavo con un sentimento un po' complesso. Una forte emozione è sempre complicata.

Nei miei ricordi di infanzia, ancora i kimono erano vestiti a malapena collegati con la quotidianità. I clienti venivano nei negozi e prendevano i rotoli di tessuto senza cerimonie e li sceglievano da soli chiacchierando. Ovviamente i materiali sono non solo la seta ma anche lana, cotone, lino ...per poterli adattare alla vita quotidiana.

Poi è arrivato un periodo in cui molti consideravano il kimono come vestito cerimoniale. L'interessante è come si vendeva e come si compravano i kimono. Non molti andavano nei negozi di kimono direttamente per acquistarlo ma c'erano certe fasi.Alla base che il kimono è il vestito della inquotidianità “Che cosa è il kimono?” cominciava il discorso da qui. Ogni negozio organizava le vendità promozionali o seminari, anche i viaggi per i luogo di produzione per attirare e sensibilizzare i clienti. È interessante seguirlo, ma allo stesso tempo dobbiamo stare attenti perchè esistono anche le manifestazioni organizzate da chi ha interesse solo per i soldi.
Comunque, mi piace soprattutto visitare i luoghi di produzione e parlare con gli artigiani. Anche perché mi piace semplicemente viaggiare nei diversi luoghi che non ancora conosco^^, ma in Giappone ogni località ha il suo kimono speciale basato al suo clima o ai prodotti locali, anche alle caratteristiche delle persone. Un po’ come l'antropologia di una piccola isola. I miei preferiti sono Shibori (絞り) di Aichi e Bingata(紅型) di Okinawa, ed recentemente i finissimi disegni di Komon(小紋) di Tokyo.

Negli ultimi cinque dieci anni, si è cominciato a vestirsi e a divertirsi con i kimono in modo più familiare in modo “fashion”. Non sono poche le occasioni in cui incontro bei personaggi che vestono i kimono a modo loro sulle strade. L’altro giorno anche un giovane collega ha portato lo Yukata in ufficio per uscire con gli amici dopo il lavoro^^

Non sono una specialista, neanché l’ho mai sentito che sia come la mia pella.Solo direi che sto per sentirlo e ecco perché ogni volta che lo vesto mi piace di più. Sarei contenta se potessimo divertirci e approfondire insieme a passo nostro.

Alle 14 abbiamo fissato l’appuntamento. Non per divertirci con un “afternoon tea” ma già nel frigo sono pronti i chou à la crème stagionali di “ beard papa’s” che ogni giorno mi stregano con il loro odore alla stazione di Shibuya.
Meglio avere più motivazioni^^

Thursday, June 11, 2009

*Felicitazioni Grandissimi*

Il 7 Giugno al Campidoglio a Roma, è nata una felicissima coppia Claudia & Yuichiro.
Il cielo aveva impressionatamente l’aspetto della coppia. Cioè è coperto dalle nuvole cariche di pioggia (lo sposo è cosidetto “l’uomo di piogge”) con il sole brillante (invece la sposa è “la donna di sole”). Anche il cielo componeva l’armonia fantastica^^ .
Sapevo che un giorno venisse quel giorno? O la grande sorpresa che non immaginavo?
Come dire? A me sono stati tutti i due^^

Roma, Sardegna, Tokyo... il loro amore hanno volato ore e ore, e volte e volte. La felicità che finalmente possono vivere insieme per sempre non potranno esprimere con nessuna parola.
Ora basta vedere i loro felicissimi sorrisi che raccontano tutto.

Esprimo anche il mio grande gioia ai fantastici blogger Nico-chan & Shiho-chan, Mario-san & Mizuho-san & Sayuri-chan, Gianluca.-san e Kanako-san, Tore-san & Chiaki-san ed altri tanti cari amici con cui avevo passato il tempo caldo insieme. Sono stata molto felice rivederVi e essere fra voi.

Tra le tutte le scene bellissime mi rimane di più è forse il momento del giuramento.
Gli sposi sembravano che un po’ si sentessero imbarazzati, ma con le parole chiare tenendo lo sguardo fisso davanti.
Per me adempiere la testimona è stato per la prima volta nella mia vita. Ed è forse la prima e l’ultima, penso. È stata una esperienza preziosa.

3 notti e 5 giorni, il mio viaggio è davvero volato. Ma ogni scene e i sorrisi delle tutte le persone care mi ritornavano come un caleidoscopio all’aereo di ritorno.

Geme-chan & Yuichiro-san 本当におめでとう
Vi auguro di cuore un futuro radioso, ricco di amore e felicità!
末永いお二人のお幸せを心からお祈りしています☆

Friday, May 8, 2009

新緑の季節 ― con i germogli vigorosi

I verdissimi alberi, il profumo di germogli e di terra.I giorni di vacanza consecutivi in Maggio, che noi lo chiamiamo “Golden Week”, sono stata a Niigata per 5 giorni.

Questa volta mi aspettavano gli incontri nostargici e le attività all’aperto. Proprio nella stagione in cui gli alberi rinverdiscono, mi godevo pienamente venti freschi con i paesaggi verdeggianti e i suoi vigori.

Il fiume Shinano (信濃川), il fiume più lungo del Giappone, scorre attraverso la città Niigata. Sull’argine erano allineati centinaia di Koinobori (こいのぼり). Le sue figure che sventolavano vivamente sembravano che i bambini attivi stassero volando verso il cielo. Da quando mi piace così la natura del mio paese? Abbiamo bevuto la birra spina sotto il cielo e raccontato su un piccolo sogno di avere Mame-Shiba(豆柴 una specie di cane giapponese, piccolino^^ ) per passeggiare insieme un giorno

Una serata con gli amici cari.
Oltre i piatti deliziosi e la piacevolezza della serata, sono stata colpita del loro entusiasmo verso il proprio sogno e il fatto che stanno realizzandolo vigorosamente come germogli.
Sono contentissima per loro e li auguro un bellissimo futuro di cuore☆

Come ultima vegetazione fresca, vi presento una angeletta, Kanade-chan (奏ちゃん) che sta dormendo pacificamente.
Solo 10 giorni dopo la sua nascita.

È la figlia di una mia carrissima amica con cui lavoravo insieme per le lezioni di lingua giapponese per anni. Abbiamo cominciato insieme e eravamo “bigginer”. Le giornate di molti tentativi sono un ricordo caro. Vederci è stato dopo 3 anni.
Ho saputo che ormai molti menbri che lavoravano insieme hanno dovuto scegliere le strade sue e ora lei lavora lì come rappresentante con il suo solito entusiasmo e l’amore.
“Si cambia e si nasce o si rinasce così, ma c’è anche cosa che non cambia, fufufu”
il sorriso gentile è stato solito e ha guardato su un grandissimo albero al suo giardino. È una grande amante del nostro paese.
è raro avere l’albero cosi grande al giardino privato e passare per ore solo guardare gli albergi e le erbe. Ma in realtà il tempo è volato.

“Ah! non dovrebbe mancarci il sake^^” mi ha strizzato l’occhio in maniera complice con il corpo dopo una settimana dal parto.
È stato l’ultimo giorno del mio soggiorno e ero molto contenta di vederela.
Alla prossima brinderemo sicuramente.

Sunday, April 19, 2009

Oasi della metropoli, una mostra per inseguire chi siamo

La Domenica a Nishi-shinjuku(西新宿) è silenzioso. Non si potrebbe immaginare il chiasso dei giorni feriali. Sono venuta questa zona oggi per visitare un’esposizione.
Già il verde nuovo era splendidissimo, sette anni fa quando lavoravo in questa zona non melo ero accorta della bellezza neanche tranquilità con il venticello. Ancora un po’ di tempo ce l'avevo prima dell'appuntamento, mi crogiolavo al sole e anche ho fatto un po’ di pisolino^^ Erano i turisti o le famiglie che passaggiavano piano oggi invece di impiegati sovraccarici.

L’esposizione viene fatta a “Epsite” di Mitsui Bulding(三井ビル). E il tema è “Chi siamo noi giapponesi?, dalla Penisola Kunisaki (国東半島) ” .
La Penisola Kunisaki si trova al nord dell’Isola Kyoshu(九州) e (non lo sapevo fino ad oggi ma) sono rimasti ancora oggi i folclori tradizionali e misteriosi e la credenza popolare tramandati più di mille anni. Vengono esposti i costumi e i riti al tempio, a casa, nella stagione di raccolta, funerari...ecc.
Forse un tempo questa tradizione la avemmo un po’ di dapertutto del Giappone? La prima impressione che ho provato è una grande simpatia. Mi sono ricordata delle mie giornate con bisnonna e quello che mi racontava nella mia infanzia. E poi come la secondaria mi è venuta un po’ di tristezza. Non so perché. I riti sono ameni e impellenti ma questo mi ha provocato un po’ di tristezza. Forse è la tradizione ininterrotta dall’epoca in cui si è dovuto a malapena vivere. Le preghiere sono impellenti e dietro alcuni riti si può anche intravedere qualche tabù.
Ho girato 2, 3 volte ritornando e riguardando fisso.

“Senza religione? Anzi abbiamo otto milioni di dei”
La discrizione sull’ultima parete diceva.

Non ci sono tante occasioni di guardarci con il punto di vista di “shintoismo” e altre “credenza popolare”
Chi siamo? È stato molto interessante.

cf) “Otto milioni” è un detto per esprimere innumerevolità e se si dice “Otto milioni di dei” significa “i numerosi di dei dello shintoismo” ^^

Saturday, April 4, 2009

Grazie alla prima intervista

Un anno è passato da quando sono tornatra in Giappone.
L’anno scorso già vedevo ogni mattina piena di fioritura del sakura dalla finesra di Odakyu Line(小田急線). Invece quest’anno ancora no. Rimanevano gli ultimi freddi e eravamo in sospeso per godere la punta di primavera. Ma il sakura lo amo a ogni momento, i boccioli che ho ammirato giorni fa al parco di Ueno(上野公園) stavano fiorendo e sono stati bellissimi.

Giorni fa ho avuto una mia prima esperienza come l’interprete grazie al cielo. È stato proprio grazie al cielo perché non so da dove e perché è arrivata a una persona come me^^: Ma ero molto emozionata di sfidarla.

Ho fatto due interviste dal giapponese all’italiano e viceversa. Oltre i vocabolari necessari ho notato subito una cosa principale: Interpretare e la conversazione normale sono due cose fondamentalmente diverse. Momentaneamente con le parole giuste al posto del parlante, altrimenti al prossimo momento già ha un altra faccia e un altro umore. è prendere il momento e molto delicato.

Lo sconfitto, l’illuminazione, forse tutti i due. Giorno dopo già stavo bussando la porta dell’associazione per chiedere l'informazione dell'iscrizione. Purtroppo l’esame d’ammissione è già finito nei primi giorni di marzo ma ci ho provato. Hanno carinamente arranggiato, come “l’arte di arranggiarsi” che mi piace^^

Il giorno d’esame, il professore mi ha fatto interpretare un pezzo di documentario su “Genji Monogatari(源氏物語)”, una delle opere letterarie rapresentative nell’epoca Heian(平安), dal giapponese all’italiano e un pezzo del trasmesso in diretta dal Foro Romano dall’italiano al giapponese.

Dopo ha commentato:
Non è tanto male dall’italiano al giapponese, ma mentre invece il contrario, non lo posso contare sugli occhi.

Sono stata scioccata, sì >_<. Ma è vero. Anzi grazie a quell’occasione di riflettere, ho potuto capire chiaramente quello che ho fatto e quello che non sono riuscita a fare all’intervista.

Interprete: Non dire quello che non ha detto, ma allo stesso tempo a volte non basta interpretare la lingua solo letteralmente.
Una delle parole impressionanti di quella sera.
Solo una mezz’oretta di colloquio, il professore già mi insegnava alcune cose importanti.

“Perdonami, l’esame è diventato come la lezione, ahahah!”
Ha riso un po’ alla fine sciogliendo la tensione e questo nello stesso tempo è stato il permesso di iscrivermi al corso.

Da dopo domani comincierò a frequentare il corso.
Non solo per interpretare ma anche per allargare la mia espressione sarà molto interessante. Inoltre se ci penso bene, mi serviva proprio l'occasione di imparare come in questa maniera dopo un anno dal ritorno dall'Italia.
Grazie all’intervista.

il giorno precedente che dovrebbe essere rilassante che farò^^?
Forse andrò a vedere gli ottimi sakura, visto che il mio sito preferito dice che doamani fioreranno pienamente.

Saturday, March 7, 2009

Piemonte - il confine tra il quotidiano e l'inquotidiano

All’arrivo alla stazione di Asti alle 9:25 di mattina mi sono coperta bene per proteggermi dal freddo e la nebbia sospendeva nell’aria. il sig. Compaesano mi aspettava all’uscita e ci siamo salutati. Il posto a cui dovevamo partire è dove vive lui, Costigliole d’Asti.

Viaggiare è come l’incontro con il quotidiano e l’inquotidiano. Per chi viaggia, la distinazione è un mondo nuovo e sconosciuto, mentre invece chi vive proprio lì non è niente altro che la quotidianità. Se uno viaggia nel posto e dopo magari decide a viverlì, quell’inquotidiano all’improvviso diventa il quotidiano.

Perché questo discorso?
Perché il posto dove ho visitato questa volta aveva proprio aria che mi faceva ispirare questa cosa. Non ci sono né i monumenti notevoli né le escursuioni aventurose. Solo vivono le persone semplicemente ma fissamente e allo stesso tempo è estremamente lontano dalla mia vita quotidiana.
Qualcosa che non si agita e fondamentale. Con questa prima impressione per la terra piemontese mi trovavo nella piena di tranquillità.

Il paese si trova sulla collina di comune di Asti e di cui centro ha un castello. Il castello veniva completamente abbandonato fino a circa quindici anni fa e poi le autorità piemontese hanno deciso di restaurarlo e utilizzarlo come una scuola di cucina Italiana. Ora mille studenti e cuochi giovani vengono dai 28 paesi per affinare la loro strada culinaria.

Nella scuola c’è un’aula dedicata ai vini.
Il sig. Compaesano si è seduto a fronto e io mi sono seduta una delle sedie allineate come una discepola^^
“(Maestro(in realtà non gli ho detto, ma^^:)) possiamo organizzare un piccolo corso di vino che dura 1-2 giorni?”
Ovviamente una delle mie missioni è creare nuovi itinerari possibili e accordarsi con lui per i turisti giapponesi nel futuro.
“Signorina Ikarashi (mio cognome), non è possibile in così pochi giorni. Anzi non c’è senso. Alla fine i vostri clienti troveranno che non gli rimangono per niente”
Era calmo. Molto calmo. I suoi discorsi hanno volato ai diversi argomenti attorno ai vini e anche a quei che non c’entrano nulla dei vini ma in fondo già aveva certa conclusione.
Come le domande dello Zen.

Siamo usciti dal castello.
La terra è stata meravigliosamente bellissima.
La vigna, vigna, vigna infine... non ho mai visto la terra così.
il sig. Compaesano mi ha accompagnata con la macchina e ore e ore guidato tra le colline e mi ha mostrato le sue onde.
Poco ha parlato. Ma mi bastava sentirla.

“Che cosa è “slow food”’?”
Quante volte gli avevo già chiesto questa domanda.
Bra è stata una delle mie destinazioni e da quando è stato confermato questo viaggio decidevo di domandargli ma anche se
quante volte ricevevo le risposte sono state difficili da mesticare.
Questa volta lui si è messo a girare il suo sguardo sulle colline soffuse e ha comminciato a parlare della problema d’abbandono della terra dopo la seconda guerra mondiale invece di rispondermi. Molti lavoratori da fuori hanno sostenuto l’industria di questa terra e altrimenti non potevano mantenere la produttività attuale. Anche questa è la verità di questa regione.
Rumore, sempre non c'era per niente.

Ama, fa crescere, mangia. Semplice.
Anche c’è fatica.
La dedizione continuata con tenerezza un giorno ha la persuadenza.
Il Compaesano-san è stato un bravissimo e ben equilibrato guida anche in quel punto. Senza usare troppe parole né per salvare la faccia né per apprezzarla troppo, mi ha introdotto la terra e fatto fare certe esperienze durante questi pochissimi giorni.
Lo ringrazio di nuovo anche su questo post.

L’ultima sera in Italia il mio caro capo mi ha chiamato dal Giappone come al solito^^
“Tutto Ok?”
“Sì, sì, tutto Ok^^” sempre carino.

A Tokyo- Ovviamente mi aspettava il discorso se avevo ottenuto la possibilità di visitare le cantine di Baloro, Barbaresco e anche qualche contratto con il ristorante che offre tartufo bianco in autunno con la garanzia come qualità e come possibilità di prenotare i posti in quella stagione.
Che l’ho fatto l'ho fatto sì, ma..
“Bene bene^^ alla prossima verrò io lì di persona visto che ci saranno ancora tanti da conoscere e scoprire ”
Sì, caro mio capo. Vedrà che i nostri clienti futuri troveranno ancora più grande soddisfazione oltre i cibi di marca mondiale.